Unione Stenografica Italiana Sistema CIMA

La Stenografia è in una crisi profonda, tanto che rischia di scomparire dalla scena professionale e di essere dimenticata del tutto. Un evento così drammatico per una disciplina bimillenaria dipende ovviamente da molteplici cause.

Nel recente passato sono stati compiuti errori incredibili da parte delle scuole private, nell’ambito delle quali la Stenografia veniva insegnata: per decenni c’è stata una gara fra le varie scuole e i vari sistemi per accorciare i tempi dei corsi e rilasciare il relativo diploma, che spesso assicurava un posto di lavoro, per dimostrare che il sistema insegnato era superiore agli altri, quando i parametri da prendere in considerazione avrebbero dovuto essere ben altri, quali la velocità raggiungibile nonché la facilità e la precisione nella rilettura. In ogni caso è stato inutile e deleterio insegnare la Stenografia a tantissime persone in due mesi – il che assicurava il rilascio di moltissimi diplomi, quindi profitti notevoli – portandole a 60-70 parole al minuto. Il 99 per cento di queste persone ha infatti subito dimenticato la Stenografia e in qualche caso ne è diventato nemico. Successivamente per scelte ministeriali la Stenografia è stata prima ignorata nell’articolo che disciplina la resocontazione del nuovo Codice di Procedura Penale, quindi è stata espulsa dall’insegnamento nella scuola pubblica.

La ragione principale di tutto questo è però insita nella circostanza che la Stenografia nel mondo attuale e nelle attuali condizioni ha perduto la sua competitività.

Infatti per quale ragione oggi una società di resocontazione dovrebbe assumere giovani da preparare attraverso un corso di Stenografia della durata di almeno un anno, quando può raggiungere l’obiettivo insegnando loro l’uso del programma di riconoscimento vocale in mezza giornata e utilizzare per dettare al computer le registrazioni contestualmente al riascolto di queste ultime oppure per trascrivere direttamente il file audio?

La Stenografia ha recuperato in parte la sua competitività nel lavoro usuale negli uffici, perché si potrebbe dettare una lettera o una relazione ad una segretaria o un segretario, i quali potrebbero trascriverle rileggendo lo stenoscritto al computer. In definitiva, le scuole private dovrebbero abbinare l’insegnamento della Stenografia a quello dell’unico programma di riconoscimento vocale esistente.

La Stenotipia Michela compete in questo contesto, perché ha eliminato da anni questo gap, perché è stato creato un apposito programma informatico che consente di offrire un testo da revisionare alla conclusione dell’intervento di un oratore.

Per la Stenografia il sottoscritto, nella sua veste di Caposcuola del Sistema Cima – ideato da Giovanni Vincenzo Cima, nato a Verzuolo e vissuto per gran parte della sua vita a Torino, quindi un altro Piemontese come Michela – il professore della Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università di Roma La Sapienza, Paolo Franciosa, e il ricercatore dott. Alberto Zanoni stanno tentando di effettuare la stessa operazione e recuperare il gap che affligge la Stenografia. In altri termini stanno tentando di combinare un matrimonio fra una disciplina bimillenaria e il computer. È un’operazione difficilissima perché per la diversa età – una disciplina bimillenaria e il computer che invece ha pochi decenni di vita – ci sono differenze di carattere e incomprensioni notevolissime, ma c’è molta fiducia. Diciamo che intanto si è arrivati al fidanzamento, perché il computer è ora in grado di scrivere correttamente i vocaboli della lingua italiana in caratteri stenografici. Una prima versione del programma è disponibile qui, in modo che gli appassionati possano dare dei suggerimenti e correggere eventuali errori. È un passo in avanti che fa sperare che si raggiunga l’obiettivo di consentire che scrivendo su un tablet o scannerizzando un foglio stenografato si ottenga immediatamente la trascrizione del testo stenografato in caratteri ordinari.

Questo restituire alla Stenografia la piena competitività nel mondo attuale, per la sua caratteristica principale, vale a dire la praticità d’uso per prendere appunti (penso agli studenti in generale e in particolare a quelli universitari, al mondo dei giornalisti e a quello del Segretariato), ma questa rinnovata competitività estenderebbe sicuramente i suoi effetti anche al mondo della resocontazione assembleare e giudiziaria. La Stenografia poi potrebbe diventare la forma di scrittura principale, come avviene da anni per il sottoscritto, che ovviamente anche per redigere questo intervento ha fatto ricorso alla scrittura abbreviata e non alla lentissima scrittura ordinaria.

La Stenografia potrebbe diventare di uso pressoché universale.

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