La Stenografia

Unione Stenografica Italiana Sistema CIMA

 

     

Prima lezione

 
     La scrittura veloce si basa ovviamente su principi e criteri di abbreviazione della scrittura ordinaria, attribuendo la funzione di rappresentare dei fonemi a segni molto più piccoli, semplici e facili da tracciare. E’ necessario dunque curare fin dall’inizio la precisione dei segni ed essere molto attenti ai particolari.

     Il principio base della stenografia è che attraverso un alfabeto molto semplice, che nel caso del sistema Cima adotta alcuni elementi delle lettere scritte in caratteri ordinari, e attraverso regole abbreviative si arriva a segni molto brevi, che possono essere tracciati in un solo tratto di penna, operazione che richiede un tempo che è pari ad un quinto rispetto ai caratteri ordinari. Quando sarà raggiunta la stessa dimestichezza che si ha con questi ultimi sarà possibile provare l’ebbrezza di stenografare a 160-170 parole al minuto e quindi riprendere in tempo reale il discorso di un oratore molto veloce.

     Qui di seguito vengono elencati i segni dell’alfabeto in caratteri cimani, comprensivo di alcuni segni speciali che corrispondono ad alcuni suoni.

     Ad ogni lezione corrisponderanno degli esercizi, che verranno via via arricchiti. Si avverte che alcune autografie sono tratte dall'eccezionale libro La Stenografia di Giovanni Vincenzo Cima con prefazione dell'inventore del Sistema, di cui a è autrice la prof.ssa Maria Mezzatesta Mangia (una colonna dell'insegnamento stenografico cimano a Palermo) e a cui si rimanda per un completamento delle esercitazioni; altre autografie sono state redatte dalla prof.ssa Nadia Musumeci di Catania e dalla prof.ssa Carmelita De Luca di Roma.

     



     

NOTE:


1. non esiste un segno corrispondente alla h, in quanto il sistema è fonetico e a tale lettera non corrisponde un suono;

2. la c e la g hanno un suono palatale e uno gutturale: al primo suono corrisponde un segno discendente, al secondo un segno ascendente;

3. la q, che è rappresentata da un segno ascendente, si intende sempre comprensiva della vocale u, come del resto sempre avviene nella lingua italiana;

4. sono ascendenti anche i segni corrispondenti alla u e alla sillaba gu;

5. i segni corrispondenti a sc e gl si intendono comprensivi della i;

6. le vocali finali di parola si omettono, a meno che ciò non crei dubbi interpretativi sul genere o sul numero (parola isolata, non accompagnata da articolo o da preposizione articolata)o non si tratti di parola accentata;

7. i nomi propri si sottolineano se necessario;

8. il punto si può indicare con una crocetta o lasciando uno spazio;

9. la è si può scrivere in due modi:   

10. le consonanti mute nelle sillabe composte si indicano con il proprio segno tagliato dalla consonante seguente.


     La prima regola, che riguarda la formazione delle parole e che è sufficientemente intuitiva, è la seguente: i segni di ciascuna lettera si tracciano fondendo l’uno dopo l’altro, cioè arrotondando i punti di congiunzione, come del resto avviene nella scrittura comune.

Le consonanti doppie non si scrivono due volte, ma si indicano con un taglietto.

Esempi:


       



     



     

Trascrivere le seguenti parole :



     pace, pepe, pece, puma, bado, beve, bove, ceto, tubo, dato, fato, foto, vate, vedo, voto, voce, nodo, nudo, meta, tace, moto, geme, bevuto, Genova, cinema, ceduto, metodo, deceduto, popone, datato, vedeva, viveva, botte, matto, tetto, tutto, detto, dotto, ballava, buccia, affamato, accecava, aneddoto, appannaggio, accasciato, balocco, cellula, galoppatoio, coltello, olfatto, negletto.

     

Una raccomandazione:

     non cominciare a scrivere tutte le parole che capitano, perché si potrebbero memorizzare segni sbagliati: potrebbe infatti essere richiesta la conoscenza delle cinque rimanenti regole, delle abbreviazioni del sistema e delle abbreviazioni professionali.



Lezione seconda